NOSTALGIA DEL PASSATO
Tu, splendida vallata,
al di là del Tavo,
di quiete sovrana
imperavi.
Voce rude
ad incitare i buoi
nel solstizio d'estate.
Nell'aria un libero canto
Mietitrici, incuranti di fatica
a squarciagola gridavano
ciarle al giorno,
assolato di speranze.
Fantasmi del passato
a popolare la notte
inquietudine del presente
sapere di averli
perduti per sempre,
rendendomi,
orfana sconsolata,
del mio, miglior tempo.
