venerdì 20 marzo 2026

NOI ESSERI UMANI, NOI ESSERI STRANI

Noi esseri umani, noi esseri strani
pensate a quanto ci odiamo
pur se in fondo ci somigliamo.
Facciamo di cose inconsistenti
ragioni, per sputarci addosso.
Noi esseri umani, noi esseri strani
sappiamo solo imbrattare la terra
che come madre nel grembo ci accoglie
perdendo di vista il breve tempo concesso
per lasciare impronta feconda,
del nostro arcano fluire.






























Foto peonia:"Duchesse de Morny"

LA TUA SOVRANITA'

La luce che la tua sovranità irradia ancora 

m'infonde  il coraggio che non avrei

se non avessi avuto te  al mio fianco,

amor diletto, amor salvifico del mio destino,

amor che nulla chiese ma tutto diede 

in nome di una promessa  a cui prestasti fede.




Testimone  di un'alba di meraviglia intrisa





PEZZENTE

Ti odio perché, indegno, la dea hai offeso.
Pezzente, ma chi credi di essere,
non sei nulla più che,
un equivalente a niente.












mercoledì 18 marzo 2026

GIORNI VUOTI DI SOGNI


Addormentata sentì sul viso,
come alito di vento,
la dolce mano,
a carezzar la pelle.
Desta poi,
a lacerar  l'anima tornò,
il dolore dell'assenza.
Svanito l'inganno
restò sola e disperata,
nel buio del tempo.
Ai piedi della statua
fattasi strazio caddero,
come da bouganville
malata, vermigli, inutili, fiori
di giorni, vuoti di sogni.

























                                                            Jasminum nudiflorum







CONDANNA






Amore violato, amore straniero,
amore invocato, amore sparito,
cosa resta a me di te se non questo
languire, questo costante dolore
che mi apre il petto e mi
sconquassa il cuore.
Andato ma perché, cosa ho fatto io
cosa e chi ha fatto tutto questo male a noi
incolpevoli amanti sol del vivere
semplice, del viver sereno.
Se fossi fuoco arderei  non solo la terra
ma  le galassie ed ogni mondo
di ogni stella che sta sul firmamento
perché ne esse per me,
ne io per esse più brillare potremmo.
Non c'è cosa o gesto che ti appartenga
che io  possa o voglia dimenticare.
La tua impronta, i tuoi occhi, il tuo viso,
la dolcezza, la burbera carezza
data, quando tristemente piangevo,
 magari di niente e adesso,
con tutto questo male in seno,
chi potrà consolare le mie pene.
Amarti  l'impegno sacro preso
davanti a quel Dio, che ora, trovandomi
furente mi schiva, come fossi appestata,
e non mi consola ma  mi lascia trita
nella  buia desolazione di giorni,
senza  domani,  sol ieri colmi, di
quel  tuo purissimo amore oggetto
sconsolato del mio, infinito rimpianto.
Amore perduto, amore senza più speranza
amore, che condanna, la vita senza te.


























venerdì 27 febbraio 2026

L'anima è come un giardino secondo da qual angolo l'osservi la sfaccettatura cambia così  dall' immagine si colgono miriade di tratti diversi.

lunedì 23 febbraio 2026

CHE POSSA

Note quasi sussurrate accarezzano l'anima,
deliziando come altre poche cose ancora,
la bistrattata informe vita all'asta.
Cullata da un idea di ritrovata serenità
accoglie con gioia lacrime 
non più del  sapore del sale ma  lacrime 
speziate  come fluido biondo dolce  miele.
Che possa, come treno a stazione predestinata
sostare a lungo l'attimo fuggente che ora consola
e  rende l'ora  volta alla notte  men fosca.
Come indimenticabile tramonto d'ottobre 
gli ultimi raggi di sole sostano ammagliate
su foglie dorate d'acero ornamento lezioso
del  pozzo in giardino, creando magia 
di fantasie divine facendola divenire dea
innamorata della terra e del cielo.











                                                                                                                    Foto: Rosa "Clair Matin"