NELLA BREZZA LEGGERA IL PROFUMO DI UNA ROSA
Aprile e maggio laudati
di fasto primaverile agghindati
come madonne prestano orecchio
a sinfonie divine che brezza munifica
asperge nella impalpabile volta celeste.
Giugno matura il grano per gli affamati
e di messi e di preghiere ondeggianti
disperse dal vento sui pendii e sulle valli,
si cinge la testa.
Luglio, di succulenti umori zuccherini
ricolma le bocche e bagni caldi fra onde
azzurre offre a diseredati
mentre altrove, cicale, concertano le ore.
Agosto, di sudore imperla le fronti
e su stelle cadenti invita a scivolare
come bimbi felici, i sognatori.
Settembre, nell'aria tersa del mattino
si perde la mente mentre i calabroni
succhiando stanno voraci grappoli dorati.
Ottobre, tavolozza di colori al pittore da spunti,
per capolavori mentre, dopo tanto dispensare
s'avvia la natura all'agognato riposo.
Novembre mesto fra ovattate nebbie
è lì a ricordare la forzata sosta
a cui molti hanno già prestato il fianco.
Dicembre, sull'ilex, ultima nota di colore,
bacche rosso vermiglio segnano il tempo
rigoroso che invita al ritiro ed al silenzio.
Gennaio, in altre ere, con coperte
immacolate si copriva il volto
invece ora, come uccello spelacchiato
scoperte ha le ferite sanguinanti.
Febbraio, corto pollicino mascherare
e sorridere fa prima che venga
quaresima, l'astrusa penitente.
Marzo, la mimosa e la viola odorosa
gaie annunziano l'amata armata
di meraviglie pronta a strabiliare.
Un plauso ad ogni stagione
che di bellezza e ricchezza
infinita la terra ammanta.
Son gemme, son fiori, son mille promesse d'oro.
Nell'esercito agghindato di strabilianti corolle
ronzano le api, sbronze di dolcezza.
Nella brezza leggera, il profumo di una rosa,
colta per il suo amore, rende l'anima tremula.
