mercoledì 27 marzo 2013

I MIEI AUGURI AL MONDO

La parola auguri rimane un vuoto guscio se non lo riempiamo con il credo davvero di fare parte di un'unica costellazione di cui siamo le diramazioni e pertanto, solo la parola amore cioè condivisione ci deve appartenere e permearci lieve e leggera come piuma su acqua di ruscello per Pasqua ed ogni altro giorno. Questa è la mia preghiera di auguri DEDICATA al mondo.






martedì 26 marzo 2013

TRITELEIA HYACINTHINA

Rivestendo due umili vesti di poeta e di giardiniera, oggi voglio mostrarmi a voi rivestendo, in preminenza, foggia di quest'ultima  portandovi, non so per  quanti  ma, anche se fosse uno striminzito drappello, forse ne vale la pena, alla scoperta di un bulbetto che per la sua forma e il suo fiore candido e profumato  lascia incantati. Il suo nome è:Triteleia hyacinthina



Vi sono  cose,
così perfette in natura
da essere il creatore
abile disegnatore
a cui, vedendone
l'operato, Giotto s'ispirò.
In giardino, un  bulbetto,
all'albor di primavera,
sbuca dal terreno
con  vestito lasso,
quasi ad apparire
senza forze e senza stile.
Adagia, noncurante,
le sue foglie al suolo
mostrandosi,  umile cosa.
Ma, quando arriva,
 il tempo del suo fiorire,
appare rinvigorire
e l'asta, con le sue stelle in testa,
è così bella da far scomparire
ogni altro fiore nei pressi.
Delle  perfette sfere,
madreperlacee, però,
ci si accorge
solo quando, s'apre,
la conchiglia terra.
Così, scavando,
per farne dono
ad un' ammiratrice,
rifulsero per lei, perle,
con bagliori d'incanto,
da tesoro ascoso.





.













Foto: Triteleia hyacintha

AMO TE CILIEGIO

Amo te ciliegio
quando, con nube
vaporosa, ricopri
le  nude forme,
candido barlume,
proteso verso il sole.
Amo te ciliegio
perché fra il fiore
e il frutto
breve è l'attesa
quasi un lampo,
fra l'una e l'altra
meraviglia  che, i sensi,
a man bassa, scompigliano.
Amo te ciliegio, perchè
mandorlo, pesco, susino,
albicocco,
precoci, incantevoli,
superbe fioriture,  danno,
ma a lungo, il frutto,
sospirar fanno.
Amo te ciliegio
che illumini, da tempo,
come protesa quinta
e fai da paravento
a diverso mondo
steso ai tuoi piedi.
Tappeto intessuto
di sogni e fantasia
per rendere più
lieti, i giorni.
























Foto: Prunus Avium

domenica 24 marzo 2013

ASPETTANDO PRIMAVERA

Aspettando primavera,
come aquila reale,
m'inerpico sulla vetta
dei sogni cristallini
e, di là dall'orizzonte,
un mondo a colori
m'investe
di fantasmagorica purezza.
L'anima in festa
trilla, grida di stupore,
per  la peonia
gonfia d' ibernate gemme
mentre, la lucertola,
stesa al primo sole
attenta sbircia
il gatto lì vicino
che, sornione, accarezza,
con lo sguardo,
il ghiotto boccone ma,
provvidenziale,
a spezzare il crudele
gioco di vita e di morte
s'alza, l'innocente
voce di un bimbino.
Prontamente scappa
l'agognata preda
e il gatto,
gabbato dalla sorte,
torna nella cesta
a fantasticare senza
malumore ma
pacifico e sereno,
nuove avventure,
in cui sarà, certamente,
vincitore.

mercoledì 20 marzo 2013

PEONIA LORY

Come aggiunta perla
di collana, la posi
lì in prima fila,
sul viale dei cipressi.
Ebbi certezza di amarla
come bimbo in fasce,
già dal suo ricevimento
perché scaturito
dal cuore tuo
amica mia lontana
ma a me, si cara.
S'appressa,
con inusitato vigore
senz'altro indugio,
a rompere la crosta
della sua prigionia
sul limitar, del  febbrile
aprile.
I teneri virgulti,
dopo riposo terapeutico,
si schiudono,
al sole del mattino,
godendosi bagni
di rugiadose stille.
In quest'alba
del suo favoloso tempo
aspetto trepidante
di porgere lo  sguardo
sull'ignota fisionomia
posta a risplendere,
d'antico,
sul poggio con l'ortica.


Foto: Peonia







SIMILE AL SIGNORE

Ah piccolo impostore
con sorriso di stella,
gongoli, certo d'essere,
il figlio migliore.
I tuoi fratelli,
edonisti per difetto,
te lo lasciano credere
ma tu,
non essere tronfio
come pavone in ruota
con la sua coda
poiché altro,
nascosto,
di altro valore,
fra le pieghe
della terra,
risplende e tace,
il suo fulgore.
Tacito, modesto,
simile al Signore,
paradigma,
di riferimento,
nella breve ora,
dell'esistenza.
.



















Foto: Narciso



lunedì 18 marzo 2013

NELLA SEMPLICITA' DELLE COSE


In tinta polverosa,
d'apparire,
quasi sbiadita,
nell'accecante ora,
poetica visione
le accadde di veder
colta da stupore
d'incanto fu in una fiaba
mentre tu, spumeggiante dama,
salita sul calesse del sole,
fosti trasportata,
fra le stelle, a risplendere,
fra bagliori d'argento,
la tua magnificenza.
Sublime attimo custodito
nello scrigno del tempo.
In  testamento trascrisse :
incommensurabile valore,
cercate,
nella semplicità delle cose.




Foto: Peonia Arborea Moutan: Bellezze Gemelle Variegate

IN PENOMBRA E...

Qui e là sparsi,
violacei colori che,
perlati dalla luce,
d'intorno, al sistema,
davano rilievo.
Insignificante,
sino ad allora,
la corposità che,
appariva sfaldata,
in incorporeo vapore.
Così all'essere
vorrei dar colore
affinché splendesse
in penombra e,
sotto sfacciato sole.





Foto: Dalia

ANELITO D'OGNI VITA

Uomo che, come suolo,
d'edera ti ricopri
svincolati se puoi e vuoi
dell'abominio
della pletora aderenza
e,
come usignolo,
vola e canta
lassù sui cipressi
del  viale
le tue lodi al cielo,
dirimpetto al creatore,
al cui cospetto,
con ardore,
oserai modulare
il tuo grido di libertà,
anelito d'ogni vita.












Foto: Cipresso

domenica 17 marzo 2013

SENZA TEMPO

Descriverti, mi par ardito
ed io mi pongo,
come intimidito romanziere,
in cerca di  parole, capaci,
di traghettare il lettore,
nella fiaba del  racconto.
Bianco, quel tanto,
sospetto sia
per anelito di purezza,
pennellando va,
il verde tuo,
marea soffocante.
Pochi altri, colorati
accenni, qua e là.
Or vedo, più lontane,
sporadiche pennellate
grigio ardesia, a spezzare,
la monotonia dell'insieme.
Oasi racchiusa,
all'altrui sguardo,
restando,
come mandorla,
fra colline di ulivi,
delizia, fra delizie,
senza tempo.





sabato 16 marzo 2013

FRA TUTTE PERO'

E' accaduto di nuovo
la stagione morta,
in fuga,
è, già alla porta.
Travestite in mille fogge
le gemme,  a partorire
il loro gemito di vita,
son disposte.
Son tante ma,
ognuna, diversa,
con ieratico stupore
in grembo, per l'universo.
Fra tutte però,
ancora tu rosa,
con il tuo incantamento,
bastardamente, l'avvinci.








Foto: The Pilgrim




GOCCE DI GODIMENTO

Stille di pioggia,
parentisi d'umore,
s'avvertono,
sull'epidermide serica,
a spegnere l'arsura.
Carezze di dio
o, di chi per lui,
si è preso incarico,
di  allontanare la sete.
Non essere avara,
di note di antidoto,
pioggia che batti
sul seno della notte
e,
di diaccia magnificenza,
senza parsimonia,
riempi catini e tini,
ruscelli e mari,
calici odorosi
strade polverose,
gemme di maggio
o di settembre,
senza distinzione,
per avere,
gocce di godimento,
sparse,
come granelli di sabbia,
finanche,
tra le fenditure,
le più ascose
ove pupilla
mai, pose, sguardo
inquisitore.




















Foto: Rosa Brothers Cadfael
Rosa Parkdirector Riggers

venerdì 15 marzo 2013

ACCENTO DI CONTORNO

Il tesoro più grande,
di valore profondo,
nascosto,
al di fuori del venale,
dopo ogni dipartita,
per altri, d'intralcio,
come inutile ingombro,
lo troverete spesso,
tra immondizie.
Così tante coppe,
 al valore di qualcuno,
assegnate,
fra ciarpame abbandonato,
ho raccolto e,
dalla sconosciuta storia,
ora riparte altra gloria,
divenendo,
accento di contorno,
a corolle di rose.







Foto: Rose Queen Elisabhet

ASTRUSA ANSIA DI VIVERE


Di rimando a sfarzosa, grave,
peonia, posta li accanto,

pompon, gonfi di sole
e di vento,
come in sortito gioco,
ad irradiare il mattino,
d'armonia,
invasero l'anima sua
che, avvezza,
ma non satura,

prese presto,

per cotanta magia,

con saltelli e balzi,


fisionomia di bianco cirro
salendo,
con svagato andare,
leggera e pura
alle sublimi altezze
trovando, in esse,
il prefigurato,
anelato compendio
all'astrusa, opposta,
altrui, ansia di vivere

.

































Foto: Ranuncoli
Peonia



lunedì 11 marzo 2013

SEGRETATO

Ha inseguito albe e poi tramonti
rimanendone affascinata.
Ha udito borbottii  di neonati
e, perdutamente, li ha  amati.
L'han trafitta spine di rose
ma, la passione, umile ancella
astutamente, ha cancellato,
prevaricandolo, il dolore.
Ha bussato alla porta
del suo cuore ma,
testardamente,
gliela chiusa in faccia;
per contro, un gattino,
fedele come sposo,
su quello  scrittoio di pietra
improvvisato,  arrampicatosi,
gli è restato accanto, pensando,
l'opera di  costei, pur esulando
dai compiti di una sposa
traccia, come aratro,  nella terra
un solco, per seme conosciuto
da dio o da sorte
mentre, per altri  rimane, segretato.




















Foto: Il Gran Sasso d'italia: La bella addormentata

venerdì 8 marzo 2013

COME DA COPIONE


 Mi accingo a spiegare questa poesia con un preambolo poiché, di tanto, in tanto, mi accorgo che, nonostante gli anni, a volte, capiti, dinnanzi a certi avvenimenti, di provare emozioni simili a quelle dei bambini e per questo che, con voli pindarici, trasmigrando in celle di  candore usiamo espressioni simili alle loro. Pertanto, la risultanza, nella veste insolita in cui mi sono calata, per descrivere un emozione, la dedico a loro con la speranza e l'augurio che a ciascuno,  in quell'età magica,  sia data la possibilità  di interagire, spesso, con la natura in quanto  egli ne fa parte integrante così, avranno modo di scoprire che, in un prato,   si nasconde,  il più bello dei mondi.






Chiamò marzo,
all'alba del suo risveglio,
la mimosa e le viole
e le vicine, poverine,
ancora mezzo addormentate
ricaddero in un sonno,
più profondo, incantatore,
per l'inebriante olezzo
profuso intorno.
Nell'aurea del mattino
venne l'altro,
il signore dell'ora
che, con caldo raggio,
baciò la terra.
Così, lentamente,
ogni gemma
stiracchiando
le sue membra,
tornò a strizzare,
non più poltrone,
l'occhiolino al mondo,
come da copione.




VERRA' ANCOR DOMANI...

Passeggiò con lui
sotto la luna,
additò una stella,
raccolse il respiro
dell'universo
e lo serrò al seno.
Era quasi primavera
sospirando si chiese:
verrà ancor, domani...
nel buio della notte
la lucciola,
a rischiarare di poesia
il mio cammino?



mercoledì 6 marzo 2013

NELL'ETERNITA' DEL FIRMAMENTO

Srotolando
nelle braccia dell'infinito,
le odissee raccontano,
le sfaccettature della vita
ma,  a chi, se l'attimo,
già sul nascere,
è un disperso?
Ti prego,
vivida stella,
appuntalo tu,
come coccarda,
sul tuo seno
e fa che esso viva
nell'eternità,
del firmamento.







Foto: Rosa Coktail

ARMONIE

Armonie immortali
fanno da sfondo
alle mie giornate.
Sull'Adagio, alter ego,
si erge con gorgheggi
trilli, sfruscio d'ali
e, sovrastando
ogni altro suono,
alza il suo
melodioso canto,
in lode, al cielo.
Così,
presago di buono,
avvolge, l'alba riottosa,
di un nuovo giorno.







Rif. Adagio di  T. Albinoni






martedì 5 marzo 2013

INTRECCI A MARZO


Su giallo manto di mimose
aranciate prelibatezze
serbevole di acidula sostanza
sul limitar di novella genesi
come rose  su tappeto
di raggiante pudica bellezza
da, impronta a marzo
ed orna, le pupille, di diletto.



















Foto. Kumquat
Foto: Mimosa

domenica 3 marzo 2013

DIMMI AUTORE

Dimmi autore
che, come pittore,
sulle brume d'autunno
spargi colore
t'accorgi, di essere stupore?
Pur essendo preannuncio,
di brullo apparire
arrechi,  l'ultimo sorriso,
 a contrasto,
di arricciate nubi,
all'orizzonte.







sabato 2 marzo 2013

ASCOLTANDO "SERENADE"

Ti ascolto
e l'anima,
spinta dall'incantamento,
sulle ali del pensiero
s'inerpica, come
capretta tibetana,
a cercare,
nel silenzio,
la calma del non essere.
Così,  incorporea,
mi plasmo, in altra forma,
puntino arabescato
nell'infinito cosmo.
Ti ascolto e,
sorgente sgorga
da disseccata fonte.
Cristallina, sorgiva
sostanza, inumidisce
e nasce, erba,
nel brullo deserto
dell'essere.
Ti ascolto e poi
ancora ti ascolto
e più non mi pare
che io sia
sola al mondo.
Il tuo moto
costella, ogni piega,
di beata incoscienza.
Ti ascolto e,
quelle vibrazioni
sulle tirate corde,
stracciano il vissuto
rendendolo,
ininfluente cosa.
Una nota o una rosa,
per rendere,
fra dee, immortale,
lo sbiadito accenno.


Foto: Rosa Amber Queen
Rif. F. Schubert"Serenade"